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13 marzo 2009

Appunti distratti da Bamako #3


Tu stai camminando in strada e magari ad un certo punto senti un tzk! tzk!, quel rumore che fa la lingua quando spinge sui denti con la bocca socchiusa, ti stanno chiamando. E’ come un ehi sottovoce. Devi stare attento perché altrimenti lo confondi con i rumori della strada. In genere sono i bambini che non hanno altro modo per chiamarti se non toubabù. Ma questa volta non vogliono giocare agli scherzetti e alle smorfie di rito toubabù toubabù. Ti stanno proprio chiamando e vogliono da te qualcosa. Magari una foto, perché ti hanno visto che hai con te la fotocamera, e allora ti stanno chiedendo una foto. Semplicemente una foto. Tolgono il sorriso e si mettono in posa seria e tu scatti.



Si aspetta insieme il risultato sullo schermino della digitale e poi si ride indicandosi a vicenda. Basta questo.

In strada nessuno gira con le mani in tasca, nessuno. Si cammina con le braccia lunghe ondulandole con il corpo, in sincrono magari con l’umore della giornata. Più ondeggiano, più si è cazzari oggi.

Nessuno fischietta, e questo è strano. La quantità di musica che produce questa città è impressionante. Qui in molti cantano o suonano uno strumento. C’è chi costruisce strumenti e insegna a suonarli da generazioni.


Fabbrichette di cassette si nascondono dietro il bancone del negozio di musica. Ragazzi in giro per strada ti vendono cd di Alì Farka Touré, Oumou Sangaré, Babani Koné …tutta la musica del Mali compreso zio Bob,....Marley Bob. Perfino una o due copie di Elvis o dei Beatles puoi trovare. Eppure nessuno fischietta. Un motivetto, che so? ...niente.





Sono altri rumori quelli che cogli in strada. Il rumore di forbici che sforbiciano, tclacht tclacht, sta passando il sarto. Che poi magari ti entra nel cortile e si mette seduto per ore a tagliare e cucire per conto della signora a fianco.


Il clacson che ti suona, pehh pehh, è il tassista che ti chiede se ti serve un passaggio. A volte è una voce, Ça va? Ti stanno salutando, sorridi, Ça va bien!
Oppure è un tzk! tzk!

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07 marzo 2009


In occasione della mostra di Pezzi che si inaugurerà il 12 marzo e che avrete modo di vedere fino al 29 marzo al Fusolab, abbiamo rimesso in piedi il blog di Pezzi. La mostra è una collettiva di illustratori, amici di matita, coinvolti per l'occasione su un progetto. Cito direttamente:

"Pezzi non ha un prima e un dopo
è lo spunto per una storia che sfugge.
Pezzi è il ricordo scritto a bordo agenda
è l'emozione che non si può descrivere.
Pezzi è un momento congelato
è il tempo veloce dell’accadere
descritto come un racconto sospeso
per restituirgli la dignità d’esser stato vissuto.
Pezzi è un contenitore di storie.
O frammenti di queste."

La mostra esposta già varie volte in varie città non ha mai toccato Roma.
Mi sembra l'occasione giusta, a chi può e a chi vuole, per darvi il benvenuto
il 12 marzo al Fusolab dalle 21,00 pm.

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