E' una settimana e poco più che son tornato dal Mali ma ancora faccio fatica a capacitarmi di quello che ho visto, respirato, assorbito.
Ci vuole più testa e più tempo per tutto. Più tempo per raccontare, più tempo per memorizzare, più tempo per disegnare. E invece, io, ero distratto. Tutto quello che vedevo mi distraeva e non riuscivo, ne riesco ora, a costruire una memoria attendibile di quello che è stato. Se parto con i ricordi riesco ad andare solo a ruota libera saltando da una cosa all'altra rimanendo, nelle pause tra una parola e l'altra, sorpreso che quello che sto raccontando è vero, è successo.

Il mio fratello di blog
TPAfrica ha scritto ogni giorno un diario, li troverete nei prossimi tempi un resoconto degno di quello che abbiamo fatto. Le intenzioni erano: si va li, si contattano musicisti, li si registra e filma e disegna e tornando gli facciamo promozione da qui.

Questo è quello che abbiamo fatto ed è quello che troverete sulle pagine di
TPAfrica. Qui posso solo mettere qualche cosa scritta veloce a bordo notte, quando la fatica della giornata ti fotte e riesci a mettere in fila solo un paio di frasi. E' tutto quello che ho, e per me è prezioso.
"La gente in strada ti guarda con curiosità. Se camminando elargisci sorrisi larghi e sinceri rompi il sottile muro di timidezza e timore. Perchè non è la diffidenza che si percepisce, ma il timore.
L'idea che qualcuno abbia timore di te è disarmante, mette un po' di paura.

Sorridere è importante. Lo si fa spesso per strada, tanto che dopo un po' ti abitui al buonumore. Saluti gentilmente e sorridi. Non costa nulla e fa bene.

Poi fai tante cose stupide. Si perchè c'è come un patto, come un non detto che tu comunque sei strano prima che straniero. E allora ti sono concesse diverse cose, cose stupide da strano. Tipo giocare con i bimbi per strada, ballare come un incidentato quando intorno a te tutti si muovono con grazia elegante, comprarsi camicie tipiche o salutare smodatamente gente per strada. Sei sempre un toubab* non scordarlo.
Toubabù, toubabù, toubabù, toubabù..."

*toubab, per il Mali e il Senegal, sono i bianchi.
A suivre...
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